Salita effettuata il 23 ottobre 2004

Escursione di media durata (occorrono circa 6 ore complessivamente) che, con un itinerario in pratica circolare, permette di visitare un'area interessante e poco frequentata. Nonostante i nomi che saranno elencati qui di seguito non siano altisonanti, si tratta comunque di un tour di grande soddisfazione, con ampi panorami che si aprono verso il Monte Rosa e sulla dorsale Valdostano/Piemontese.

Bisogna salire fino a Niel, per godere di ampi spazi e lasciare la scura strettoia che la Valle di Gressoney concede al paese di Gaby. Questa escursione abbraccia la metà settentrionale della grande conca di Niel, percorrendo sentieri inopportunamente lasciati nel dimenticatoio, divorati dall'erba scivolosa e dall'anonimato della media montagna, prodotto che, fortunatamente, sfugge alle leggi di vendibilità del mercato turistico. La conca di Niel è, come si usa dire oggi, un prodotto di nicchia che regala aspri panorami inconsueti, soprattutto sul vicino Biellese.

Un minuscolo parcheggio delimita la fine della strada, dove lasciare l'auto (GPS 1: N 4543,135' - E 754,090'). Procedere sull'ampia mulattiera, segnavia n. 6 in direzione Col di Lazoney. Enorme segnavia in legno lato N del parcheggio: non si può sbagliare. Dopo aver superato un gruppo di baite (Le Peirì) alcuni minuti successivi alla partenza, il sentiero si inoltra in un bosco rado. Immediatamente superato il primo ponte, prendere il sentiero in direzione N (sinistra) per l'Alpe Giazet (GPS 2: N 4543,735' - E 754,823'). Superato un tratto mediamente ripido, dentro una sorta di canale, si giunge ad una balconata erbosa, dalla quale sarà possibile vedere il primo tratto dell'escursione.

Arrivati all'Alpe Giazet, il sentiero si inerpica sotto una caratteristica fascia rocciosa, superata la quale si trovano i pendii regolari dove sono locate le Alpi Bodo mediane (GPS 3: N 4543,902' - E 755,053') e superiori (GPS 4: N 4544,058' - E 755,022'). In questi tratti il sentiero è, spesso, poco visibile. Ometti e qualche raro sbuffo di vernice gialla aiutano l'escursionista a risalire la conca in direzione del Col di Lazoney.

Sempre risalendo pendii di media consistenza, fatti solo di erba ollina e pietre grigie che rendono il paesaggio estremamente uniforme, si raggiunge il Col di Lazoney (GPS 5: N 4544,117' - E 755.378'), luogo molto ampio e di difficile collocazione esatta. Questa sella che delimita lo spartiacque tra Niel e l'alta Valle di Loo, presenta dimensioni e spazi notevoli. La logica dell'escursione e qualche ometto, fanno si che l'escursionista si trovi quasi immediatamente ad ovest della Punta Lazoney.

Dal Colle alla Punta, la risalita è semplice, lungo il fianco ovest, facendo attenzione agli ultimi metri, che si percorrono quasi a filo del versante meridionale, a picco sul lago di Zuckie. Questo è l'unico tratto leggermente esposto dell'intera escursione. Dal parcheggio di Niel fino alla vetta occorrono circa 3 ore di marcia (GPS 6: N 4544,088' - E 755,608') . Dalla Punta di Lazoney vista principale sulla bastionata del Monte Rosa, potendo scorgere anche la gigantesca parete E della Punta Gnifetti. Le altre vette del massiccio sovrastano la costa dettata dal Monte Cossarello. Solo il Ghiacciaio del Lys rimane quasi interamente nascosto dai contrafforti gressonari di zona Valdobbia. Guardando in direzione Est (e sud) è interessante la cresta di confine in direzione della Punta Tre Vescovi e, quando visibili, le montagne dell'alto Biellese (Piedicavallo, Valle Cervo) e della Val Sorba, ramo secondario della Val Grande.

Per completare il giro, ritornati al Colle di Lazoney, è possibile puntare al Lago di Zuckie, 2.313 m. (GPS 7: N 4543,863' - E 755,547'). Per arrivare a questo piccolo specchio d'acqua occorre "arrangiarsi", su terreno insidioso e pietraia. Dopo la visita al lago, ritrovare il sentiero "Col di Lazoney - Colle della Mologna Grande" (Gta su mappa IGC), camminando in direzione SE. Proseguire sino ad una zona paludosa, dove si trova l'Alpe Zuckie, quindi, sempre in direzione SE, cercare le tracce di un sentiero che prosegue verso l'Alpe Gran Lazoney (GPS 8: N 4543,527' - E 755,445'), adagiata su di un ampio costone arrotondato. Continuare a scendere su sentiero praticamente inesistente, puntando ad una casera al margine del bosco: Piccolo Lazoney (GPS 9: N 4543,293' - E 755,363'). Da questo punto in poi il percorso è ben battuto, seguendo il segnavia 6b. Attraversando nuovamente il rado bosco risalito dalla parte opposta, si giunge in una zona di prati dove sorgono diverse baite. In pochi istanti si ritorna sul percorso dell'andata e, di conseguenza, a Niel.

Pur impegnandomi con binocolo, carta e strumenti di navigazione, ho faticato a ritrovare i sentieri, carta alla mano. L'ottima visibilità mi ha permesso di trovare i singoli gruppi di casere. Sconsiglio comunque questa digressione con nebbia incombente, perchè il paesaggio dell'alta conca di Niel è estremamente uniforme, agli occhi dell'escursionista non pratico della zona. Però, nel complesso, una bella randonnée piacevole e divertente, anche per l'esercizio topografico.