L'appuntamento
al parcheggio della biblioteca di Pont Saint Martin con Massimo è da
brivido: ore 4 del mattino. Alle 5 e 45 siamo a Bonne, Valgrisenche, con lo
zaino in spalla, pronti a partire. La prima parte di salita avviene lungo
il facile sentiero che dall'alpe dell'Arp Vieille procede in direzione dei
resti del Rifugio Scavarda. Per capire cosa si ha di fronte da salire, occorre
rimontare completamente la costa rocciosa che domina la conca dell'Arp Vieille.
Posti i piedi sul ghiacciaio di Morion è meglio legarsi. Valutare attentamente le condizioni del ghiaccio: spesso placche vive appaiono in questo ripido tratto e procedere con grande cautela. L'accesso al Col del Rutor, quota 3.373 è il tratto più duro di questa escursione difficile. La rimonta è veramente faticosa. Una volta affacciati sull'ampio ghiacciaio del Rutor, l'itinerario presenta un lungo taglio a mezza costa immediatamente a destra della cresta spartiacque.
Lasciato il ghiacciaio è facile rimontare la comoda cresta terminale su sfasciumi agevoli. Davvero meritevole il panorama dalla vetta del Rutor, grazie anche al bacino ghiacciato del versante di La Thuile. Gita di grande soddisfazione, considerata anche le difficoltà legate al passaggio del ghiacciaio di Morion. Le placche di vetro puro, su pendenze già insidiose, sono da prendere con le dovute cautele. In base alle condizioni stagionali, tale tratto è altamente mutevole. Prestare la massima attenzione fino al Col del Rutor e appena oltre. Il resto della gità sarà pura gioia.