Una
tra le più classiche gite valdostane. Dislivello misurato, pendenze didattiche,
sviluppo abbordabile, ideale per chi vuole passare una giornata in pieno relax,
senza l'assillo dell'escursione lunga e massacrante. I pendii offerti dal vallone
culminante con il col Serena sono ideali anche per il principiante: non sono
presenti pericoli evidenti, nè passaggi forzati. L'unica attenzione da
prestare è verso gli scivoli terminali che accompagnano alla sella, ma
devono esserci condizioni veramente particolari per non concludere la salita
in sicurezza.
Appena oltre il piazzale degli impianti di Crevacol, a Saint Rhemy en Bosses, c'è una stradina che passa esattamente sotto il curvone sopraelevato che porta al Tunnel del Gran San Bernardo. Su una colonna, con vernice gialla, è indicata chiaramente la direzione da seguire ... del ventaglio di valloncelli che si schiude avanti l'escursionista, quello del Col Serena è il primo di sinistra. Le indicazioni in giallo portano a seguire il percorso estivo, dentro un bosco non eccesivamente fitto. Occorre attraversare una radura posta oltre una pista automobilistica di ghiaccio, e tenersi a sinistra, praticamente a ridosso delle baite ai piedi del pendio.
Per chi non ama l'avventura della mulattiera (per quanto si riesca a seguirla d'inverno ...), è a disposizione un'interpoderale che permette di salire all'Alpe di Bois, gruppo di baite praticamente tutte diroccate. Appena attraversato il torrente Artanavaz, anzichè tagliare il piano, seguire la comoda strada. Quest'ultima con pendenze inesistenti porta all'Alpe di Bois raccogliendo, appena prima di una grande radura, l'itinerario del bosco. Congiunte le due possibilità, ora la strada è in comune, tutta dritta fino al colle.
Appena a monte dell'Alpe di Bois c'è una prima rampa un po' più ripida, superata la quale si apre un bella conca. Colmata la distanza pianeggiante, si raggiunge un secondo scalino, meno ripido del precedente, che introduce ad un ulteriore pianetto, posto ai piedi della rampa finale per il col Serena. Come accennato in precedenza, questo è il tratto più delicato in caso di neve abbondante e pesante. E' anche l'ultimo sforzo, che permette l'arrivo alla meta.
La gita al col Serena è sicuramente poco spettacolare
a livello panoramico, ma riempie ugualmente gli occhi con la bellezza dei suoi
dolci pendii, sempre più generosamente innevati che altrove, data anche
l'esposizione settentrionale. Per sbirciare qualcosa occorre attendere l'arrivo
al colle. Lontano il gruppo del Rutor e tutte le montagne che chiudono l'anello
fino al gruppo del Bianco, assolutamente non visibile. Ai nostri piedi si aprono
le selvagge lande della Conca di Planaval. Dal versante nord-est appare solo
il Mont Velan a dare peso alla coreografia di contorno.
Non si può sempre avere tutto ... occorre sapersi accontentare della
bellezza della sobrietà.