Spesso denigrata e tacitata come la "gita per bambini", sovente osannata come unica punta praticabile in Valle, a causa dei problemi di valanghe in tutto il resto della regione, la Pointe de la Pierre si gode in santa pace la sua splendida posizione, fregandosene degli sfottò e concedendo, a chi vuole godere dei suoi tesori, docili pendii per il principiante e rilassanti passaggi per i navigati.
E' grandiosa nell'offrire asilo visivo alla Grivola, qui esposta in tutto il suo splendore settentrionale. Il mancato quattromila domina interamente la gita: dal parcheggio all'arrivo. Come il Monte Bianco, lontana sfinge posta a barriera della Valle.
Si alternano boschi protettivi (il vento, in questa zona, non scherza affatto) ad ampie radure dove lo sguardo passa oltre le tracce. Si sale perennemente controsole e la luce gioca con la neve inventando mille riflessi tutti diversi. Ammaliante e candida, glaciale e stellare, ci invita ad essere ripresa reclamando un ruolo da protagonista. Sarà tale una volta raggiunte le ultime terrazze che dolcemente portano alla cima arrotondata di questo panettone valdostano.
C'è poco da raccontare sul percorso. Giunti ad Ozein, oltrepassare l'abitato e proseguire fino ad una serie di garages. La gita parte da questo punto. Dopo aver superato la prima fascia boschiva, spesso non c'è sufficiente neve e bisogna salire lungo l'interpoderale, per arrivare agli alpeggi di Romperein. Si prosegue mantenendosi sul centro della grande radura, per poi spostarsi lentamente sul versante settentrionale del crinale, e penetrare nel secondo bosco, composto da rigogliosi sempreverdi.
Intersecando diverse volte l'interpoderale, si raggiunge quindi l'alpeggio di Champchenille, ultima costruzione prima del lungo approccio alla vetta. Qui termina il bosco. Senza alcuna difficoltà, orientativa e logistica, si prosegue per la sommità arrotondata della Pointe de la Pierre, badando più a cercare un pezzo di pendio vergine per la discesa, piuttosto che a concentrarsi sulla facile salita. Gita tipicamente invernale, spesso trafficata, dalla lunghezza non trascurabile, è foriera di panorami splendidi lungo tutto l'arco alpino valdostano.