Pre Saint Didier
- Col Chavannes - Courmayeur
Scappo più velocemente
possibile dalla Statale 26 che mi introduce ad uno dei giri ad anello tra i più
spettacolari della Valdigne.
La salita verso La Thuile, martoriata dagli scarichi delle macchine, è
soltanto un reale brutto sogno. I pensieri corrono ritmici come il battito dei
pedali: mi chiedo come facciano gli amici stradisti a sopportare sempre tutte
queste auto e questi fumi? Eroi dai polmoni al benzene.
Finalmente arrivo a Pont Serrand, dove c'è il bivio per Chavannes: ci sono
ancora quattro chilometri asfaltati con pendenze improbabili prima di imboccare
il lineare sterrato per il colle. Entrare a Chavannes vuol dire isolarsi di colpo
dal resto ... entrare nel silenzio.
Il col Chavannes
(2.603) ed il suo sterrato
L'arrivo al colle non è dei più gratuiti. Anche
se le pendenze non sembrano così elevate si fanno sentire, soprattutto
prima di giugnere all'Alpe Chavannes Superiore. L'arrivo al colle è di
quelli che ti lasciano senza fiato. Privilegiato da una stupenda giornata, tutto
il versante SE del Bianco fa mostra di sè consapevole del suo fascino irresistibile.
Sfido qualsiasi persona a rimanere insensibile di fronte ad un panorama del genere.
La cresta di Peuterey poi è una sublime cornice che offre angoli di ardita
architettura assoluta. Più in fondo il Dente, Rochefort, Hirondelles e,
ultime, le Jorasses a chiudere un circo entusiasmante. Dalla parte opposta tracce
di sentiero verso il Col de la Seigne portano in un labirinto di pietraie. Chi
si vuole avventurare è avvisato. La traversata è brutta, si pedala
veramente poco, ma in poco oltre mezz'ora si raggiunge un altro punto panoramico
privilegiato.

La
discesa dal Chavannes in Val Veny al cospetto del Bianco
Incomincia la discesa. Prima, per un breve tratto, con la
bici a spalle, poi barcamenandosi lungo sfasciumi, praterie e acrobatici passaggi
in sentiero. In questa discesa c'è la quintessenza della MTB, compresa
una buona dose di imprecazioni.
La
prima porzione di discesa dal col Chavannes in Val Veny
La discesa termina nella piana alluvionale
della Dora di Veny, sottostante il Col de la Seigne, dove ci si può rilassare
dopo le faticose acrobazie e tornare con il naso per aria. Non è ancora
finito il circo; anzi incomincia il Peuterey - Miage show. Ho già visto
mille volte queste montagne che, come sempre, mi rovinano l'ebbrezza della discesa
costringendomi a mordere i freni per poterle ammirare. Sono lì da millenni
e posso sentirmi veramente un privilegiato per il semplice fatto che sfilando
ai loro piedi posso carpir loro brevi momenti di rara intensità.
Da
sinistra: Monte Bianco, il versante del Freney, l'aerea cresta di Peuterey,
l'Agiulle Blanche du Peuterey al centro, la Noire du Peuterey al centro-destra
e, distanti in secondo piano, le Grandes Jorasses.
Ancora un piccolo sforzo per aggiungere una modifica all'itinerario.
Se il Col Chavannes non basta più alle nostre gambe, allora si potrebbe
estendere il percorso per un'ora, tra andata e ritorno, verso il Mont Fortin.
Prima di arrivare al colle, proprio sotto il Mont Percè parte un sentiero
che taglia a mezzacosta sotto lo stesso e, fiancheggiando piccoli specchi d'acqua,
porta in direzione NE verso il Mont Fortin, con pendenze sempre più ripide.
A differenza di altri campioni, io non sono riuscito a pedalare interamente il
percorso, specialmente la micidiale rampa antistante la prima fortificazione.
Arrivati sulla rotonda e poco significativa vetta del Fortin il cicloequilibrista
viene ampiamente ripagato da un grandioso panorama. La Corniche Sublime domina
il sottostante lago del Combal, ed offre una superlativa vista sul versante S
del Bianco e sulla gemma del lago del Miage, incastonato tra la morena ed il ghiacciaio
omonimo. Spettacolare è poi il gioco di cresta che dalla Seigne, transitando
per il Fortin, porta al Berrio Blanc. Divertente è la discesa per ritornare
all'interpoderale che ci permetterà di salire al Chavannes. Fatica sprecata
la salita al Fortin in caso di brutto tempo: l'elemento principale, il panorama,
è fondamento unico per giustificare questa estensione.

Visto
dall'Alpe Chavannes Superiore, il Mont Fortin è un insignificate spianata
alla destra del poderoso versante del Freney del Monte Bianco. Al Fortin,
comunque, non si sale dall'Alpe, ma dai pressi del Chavannes.

Dalla
vetta del Fortin, sottile si distingue il sentiero che taglia in diagonale
sotto il Percè, supera le prime nevi di ottobre e raggiunge lo spartiacque
con la Val Veny.

Il magico
colore dell'erba bruciata di ottobre, il Lago Combal, la morena del Miage
e lo sterrato, in basso a sinistra, che viene percorso scendendo dal rifugio
Elisabetta verso Courmayeur, ultimo lembo polveroso della nostra traversata.
